FILOSOFIA DEL DIRITTO.

Il linguaggio del diritto.

Possiamo affermare che

“Il diritto moderno è un fenomeno linguistico.”

Ovvero il diritto è un “discorso” del legislatore.

Il discorso è una sequenza di enunciati

Gli enunciati che compongono il diritto sono enunciati in linguaggio normativo, o prescrittivo o ancora direttivo.

Si contrappone al linguaggio descrittivo

La distinzione può essere analizzata sotto tre punti di vista:

  • a) pragmatico
  • b) sintattico
  • c) semantico

a) Affermare che si distinguono dal punto di vista pragmatico significa dire che si differenziano dall’azione che si compie proferendo un enunciato.

Agire significa compiere un atto e gli atti umani possono distinguersi tra:

  • atto linguistici
  • atti non linguistici

Non linguistici sono quelli che non possono compiersi “a parole” ossia mediante il linguaggio

Linguistici sono tutti quelli che si compiono mediante il linguaggio.

Descrivere e prescrivere sono atti di linguaggio diversi.

Un medesimo enunciato può essere indifferentemente utilizzato sia dal legislatore per compiere un atto linguistico di prescrizione sia da un giurista per compiere un atto linguistico di descrizione. Il primo comanda il secondo constata

Descrittivo o Prescrittivo non è quindi l’enunciato in quanto tale, ma la sua concreta enunciazione.

a) si differenziano dal punto di vista delle parole utilizzate.

Gli enunciati descritti hanno la forma verbale indicativa, mentre gli enunciati prescrittivi hanno generalmente forma verbale imperativa o deontica.

In realtà la forma sintattica dell’enunciato è solo una spia o un indizio ma non una prova conclusiva del suo carattere descrittivo o prescrittivo

c) dal punto di vista semantico significa distinzione dal punto di vista del significato

Presi due enunciati:

  • gli assassini sono puniti (usato per descrivere)
  • gli assassini devono essere puniti (usato per prescrivere)

Parafrasando il primo possiamo formulare l’enunciato ”è un fatto vero che assassini sono puniti”

Per il secondo enunciato “E’ obbligatorio che gli assassini siano puniti”

Da ciò si può capire cosa i due enunciati hanno in comune e in cosa si differenziano:

Entrambi hanno un medesimo riferimento, ovvero si riferiscono ad un medesimo comportamento.

Per contro i due enunciati hanno un diverso senso: del primo enunciato si può dire se sia vero o falso, il secondo al contrario non può dirsi se sia vero o falso.

I due En richiedono per chi ascolta, un diverso tipo di reazione

Il primo una reazione di tipo teorico o cognitivo

Il secondo richiede una reazione di tipo pratico: obbedire (o disobbedire) alla prescrizione di punire gli assassini.

Gli enunciati descrittivi sono o veri o falsi

Gli enunciati prescrittivi sono privi di valore di verità

Il diritto costituisce un discorso prescrittivo in quanto:

  • almeno alcuni enunciati che lo compongono sono prescrittivi in senso stretto;
  • altri dipendono sono funzionalmente dipendenti dalle prescrizioni

Tutti questi enunciati sono e/o esprimono “norme” intese sia come norme in senso stretto sia norme in senso ampio o generico.